Il Panthéon
Santuario laico, santuario cristiano
Un maestoso monumento domina il quartiere Latino di Parigi; si erge, come uno scrigno della storia di Francia, per manifestare la gratitudine dei figli del nostro paese alle grandi personalità – o almeno a quelle considerate tali. Questa è l’ultima dimora di quei grandi uomini ai quali la patria è riconoscente, secondo l’iscrizione che ne segna l’ingresso: nientemeno che un edificio religioso, la chiesa di Santa Geneviève, meglio conosciuta con il nome di Panthéon.
Inizialmente, il monumento era destinato ad accogliere le reliquie di Santa Geneviève, figura eminente della storia parigina e simbolo di santità, ma anche di coraggio e forza. Purtroppo fu destinato al culto solo per un breve periodo, poiché fu inaugurato nel 1781 e divenne mausoleo per le importanti personalità nazionali già nel 1791, anche se la sua destinazione religiosa o civile ha oscillato alcune volte nel corso dei regimi che seguirono la rivoluzione.
Arroccato sul monte Santa Geneviève, nel quartiere studentesco di Parigi, la storia di questo monumento laico è decisamente religiosa. Nel 1744, durante la guerra di successione austriaca, Luigi XV si ammalò gravemente e implorò la protezione di Santa Geneviève. L’invocazione della santa non fu vana, poiché il re si riprese rapidamente e, desideroso di onorare la patrona della sua capitale, si recò in pellegrinaggio alla chiesa a lei dedicata, allora in pessime condizioni e oggi distrutta, ma situata proprio alle spalle del terreno su cui oggi sorge il Pantheon. Lì promise, nonostante le scarse risorse finanziarie – a riprova che la Provvidenza provvede – la costruzione di una nuova chiesa. Quasi vent’anni più tardi, la prima pietra fu posata dal re in persona. Quanto è lontana l’epoca in cui le autorità civili facevano fiorire il suolo francese di santuari, in cui tutto il popolo era invitato a dare espressione a una delle inclinazioni più profonde della natura umana: la lode divina!
Anche se non è più destinata al culto, i defunti che vi riposano, talvolta nemici di Dio, possono contemplare – oh, squisita ironia della delicatezza divina – le scene gloriose della storia di Francia… indissolubilmente legate all’intervento del Cielo. È così che Voltaire e Rousseau, ostili l’uno all’altro come a Dio, si tengono reciprocamente compagnia sotto gli affreschi che raffigurano le gesta di due piccole serve di Dio diventate eroine nazionali: santa Geneviève e santa Giovanna d’Arco. Entrambe, con la loro umile preghiera e la loro virile determinazione, ma soprattutto con la loro incrollabile fiducia in Dio, respinsero nemici dei quali la sola opera umana non sarebbe riuscita a liberarsi. Vi si possono inoltre ammirare la saggezza e il coraggio di un re santo, Luigi IX. La rappresentazione di questi santi nel Pantheon è più che giusta poiché, radicata in una terra profondamente cristiana, la Francia è ciò che è solo grazie alla virtù del Vangelo.
Ai grandi uomini, cioè ai grandi santi, la Patria riconoscente.
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