Settembre 2026: In comunione con il nostro Papa Leone XIV, coltiviamo lo spirito dell’infanzia e irradiamo gioia!
Settembre 2026: In comunione con il nostro Papa Leone XIV, che viene a visitare la Francia, coltiviamo lo spirito dell’infanzia e irradiamo gioia!
I - Prima di iniziare...
Cari amici, cari giovani amici,
rendiamo grazie a Dio per tutte le attività di quest’estate con i bambini, gli adolescenti, i giovani e gli adulti. Prepariamoci in queste prime settimane di settembre ad accogliere il nostro Papa Leone XIV, che viene in visita in Francia. Il tema del suo viaggio apostolico sarà: «Affinché il mondo abbia la Vita».
Preghiera introduttiva
Vieni, Spirito di santità… Padre Nostro… Nostra Signora delle Nevi, San Giuseppe, San Gregorio Magno, Beata Dina, Santa Madre Teresa, Beato Federico Ozanam, San Giovanni Gabriele, serva di Dio Anicka Zelikova, San Giovanni Crisostomo, San Giuseppe da Copertino, San Matteo, San Maurizio, San Padre Pio, Santi Cosma e Damiano, Santa Teresa Couderc, San Vincenzo de’ Paoli, San Venceslao, i Santi Michele, Gabriele e Raffaele, San Girolamo, Santi Patroni e Santi Angeli Custodi.
Fioretto
Desiderare una vita cristiana coerente.
Parola di Dio: Mt 16, 13-23 ; Gv 21, 1-23.
Meditiamo sulla missione di san Pietro e dei suoi successori prima di accogliere in Francia il nostro Santo Padre, Papa Leone XIV.
“Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti". Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli". Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".” (Mt 16, 13-23)
“Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora egli disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: "Portate un po' del pesce che avete preso ora". Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: "Seguimi". Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: "Signore, chi è che ti tradisce?". Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: "Signore, che cosa sarà di lui?". Gesù gli rispose: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi". Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?".” (Gv 21, 1-23)
II - Le rubriche del taccuino di cordata
1) Discipline
Pianificare meglio il rientro (disciplina, preghiera); verificare se si sta rispettando il proprio programma di vita (esame di coscienza quotidiano)
2) Previsioni:
8 settembre: festa della Natività della Beata Vergine Maria;
12 settembre: festa del Santissimo Nome di Maria;
14 settembre: esaltazione della Santa Croce;
15 settembre: festa della Madonna dei Dolori;
21 settembre: festa di San Matteo;
29 settembre: festa dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele;
25-28 settembre: visita di Leone XIV in Francia.
3) Consegna spirituelle : In comunione con il nostro Papa Leone XIV, che viene a visitare la Francia, coltiviamo lo spirito dell’infanzia e irradiamo gioia!
Parigi, Lourdes e Metz si preparano ad accogliere Papa Leone XIV. L’ultimo viaggio apostolico di un Papa in Francia è stato quello di Benedetto XVI, dal 12 al 15 settembre 2008, a Parigi e Lourdes. Papa Francesco è sì venuto in Francia, a Strasburgo, a Marsiglia e in Corsica, ma aveva ben precisato che non si trattava di un viaggio apostolico per la Francia.
Prepariamo al meglio il viaggio apostolico di Leone XIV incentrato sulla Vita. La Francia ha approvato la legge che liberalizza l’eutanasia e il nostro Presidente, Emmanuel Macron, ha promulgato questa legge che non è stata dichiarata incostituzionale dal Consiglio costituzionale! Preghiamo affinché il nostro Santo Padre sia ispirato da san Giovanni Paolo II, autore dell’importante enciclica «Evangelium Vitae», di cui abbiamo parlato nella Consegna spirituale del mese di luglio. Sì, la Francia ha bisogno di sentire nuovamente la voce del successore di Pietro proclamare che Gesù è la Via, la Verità e la Vita e che ogni vita umana è sacra e deve essere rispettata dal concepimento fino al suo termine naturale. Gesù, non dimentichiamolo, è la Vita e ci rende partecipi della Vita eterna che ci procurerà la Felicità eterna in Dio!
— Il nostro Papa Leone XIV viene in visita in Francia sulle orme dei suoi grandi predecessori.
Vi invitiamo, prima di accogliere il Santo Padre in Francia, ad ascoltare e approfondire l’eccezionale omelia di san Giovanni Paolo II al Bourget nella Festa della Santissima Trinità, il 1° giugno 1980. Questa omelia ci ha profondamente colpito. Questo Papa proveniente dalla Polonia ci ha ricordato che siamo «la Figlia maggiore della Chiesa». Il 22 settembre 1996 è tornato in Francia per celebrare il 1500° anniversario del battesimo di Clodoveo. Citiamo questo brano della sua omelia:
“La liturgia di questa Messa ci invita a riscoprire le fonti del nostro battesimo. Quindici secoli fa il re dei Franchi, Clodoveo, ricevette questo sacramento. Il suo battesimo ebbe il medesimo significato di qualsiasi altro battesimo. Ricordiamoci delle parole di Cristo: “se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3, 5). Venne così concesso al sovrano dei Franchi di essere chiamato alla vita del Regno di Dio. Egli aveva a lungo meditato il messaggio cristiano testimoniato presso di lui da Clotilde, Remigio, Vaast e Genoveffa. Fece quindi la scelta di rinunciare allo spirito del male, a tutto ciò che conduce al male e ad ogni forma di orgoglio; allo stesso tempo, professava la fede della Chiesa e aderiva a Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto per la redenzione del mondo. Il battesimo lo ha liberato dal peccato originale e da ogni altro peccato commesso e, mediante la grazia santificatrice, lo ha reso partecipe della vita di Dio. I suoi concittadini battezzati con lui ricevettero gli stessi doni. Essi divennero cristiani, figli adottivi di Dio. Divennero anche membri del Popolo di Dio, la Chiesa… Questa grande celebrazione giubilare del battesimo vi fornisce l’occasione per riflettere sui doni che avete ricevuto e sulle responsabilità che ne derivano… Che la luce della fede non cessi di brillare! Gioite per aver scelto liberamente di essere uniti a Cristo mediante il battesimo per camminare con i vostri fratelli lungo le vie della vita! Così celebriamo oggi il XV centenario del battesimo del Re Clodoveo. Amen!”
À Lourdes, durante il suo ultimo viaggio nella nostra nazione, san Giovanni Paolo II, il 15 agosto 2004, ci ha rivolto il suo ultimo e grande messaggio, che è come il suo testamento in continuità con il suo primo messaggio pronunciato a Le Bourget il 1° giugno 1980:
“A voi, donne, il compito di essere sentinelle dell'Invisibile! A tutti voi, fratelli e sorelle, lancio un pressante appello perché facciate tutto ciò che è in vostro potere affinchè la vita, tutta la vita, sia rispettata dal concepimento sino alla sua fine naturale. La vita è un dono sacro, di cui nessuno può farsi padrone. La Vergine di Lourdes, diceva ancora, ha infine un messaggio per tutti. Eccolo: siate donne e uomini liberi! Ma ricordate: la libertà umana è una libertà ferita dal peccato. Ha bisogno essa stessa di essere liberata. Cristo ne è il liberatore, Lui che “ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1). Difendete la vostra libertà! Carissimi, noi sappiamo di poter contare per questo su Colei che, non avendo mai ceduto al peccato, è la sola creatura perfettamente libera. A Lei vi affido. Camminate con Maria sulle strade della piena realizzazione della vostra umanità!”
Grazie, san Giovanni Paolo, di aver avuto il coraggio di ricordare che la Francia era la Figlia primogenita della Chiesa. Non dobbiamo vantarci di questo dono immeritato di Dio, ma il grande messaggio di questo Papa polacco alla Francia deve aiutarci a preparare la venuta di Leone XIV in questo mese di settembre 2026. Siamo fedeli alle promesse del nostro battesimo? Siamo fedeli alla missione che Dio affida alla Figlia maggiore della Chiesa? A Le Bourget nel 1980, san Giovanni Paolo II aveva precisato questa missione: «Francia, Figlia maggiore della Chiesa ed educatrice dei popoli, sei fedele, per il bene dell’uomo, all’alleanza con la saggezza eterna? » Siamo infine le vere sentinelle dell’invisibile che è Dio e i veri apostoli della libertà liberata da Cristo? Sulla scia di san Giovanni Paolo II, non dobbiamo aver paura di ricordare che il nostro motto «libertà, uguaglianza, fraternità» trova il suo unico fondamento nel battesimo di Clodoveo e dei suoi Franchi!
— Coltiviamo lo spirito di infanzia
Possa il ricordo del grande messaggio di san Giovanni Paolo II alla Francia prepararci ad accogliere l’attuale successore di san Pietro, il nostro Papa Leone XIV! Per essere fedeli ai doni gratuiti di Dio e alle responsabilità che ne derivano, abbiamo assolutamente bisogno di ritrovare e coltivare lo spirito di infanzia evangelica. I santi che hanno plasmato la Francia ci invitano a imitare Gesù, mite e umile di cuore, e a lasciarci guidare dalla Regina di Francia consacrandoci al suo Cuore Immacolato, recitando il rosario e adorando Suo Figlio, Gesù Eucaristia.
La Francia è sull’orlo del collasso totale. È tempo di risvegliarci, di uscire dal nostro torpore e, come ci ha ripetutamente esortato san Giovanni Paolo II, di ricordare i nostri santi e di imitarli. Nulla è ancora definitivamente perduto! San Pio X ha profetizzato la conversione della Francia e Benedetto XVI, al termine del suo viaggio apostolico a Lourdes, il 15 settembre 2008, era convinto che «i tempi siano propizi per un ritorno a Dio».
Il nostro Papa Leone XIV, il 28 maggio 2025, scriveva ai nostri vescovi:
“Cari fratelli vescovi, invoco l’intercessione di san Giovanni Eudes, di san Giovanni Maria Vianney e di santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, per il vostro Paese e per il Popolo di Dio che vi peregrina con coraggio, sotto i venti contrari e talvolta ostili dell’indifferentismo, del materialismo e dell’individualismo. Che ridiano coraggio a questo Popolo, nella certezza che Cristo è veramente risorto, Lui, il Salvatore del mondo. Implorando sulla Francia la protezione materna della sua potente Patrona, Nostra Signora dell’Assunzione, concedo a ognuno di voi, e a tutte le persone affidate alle vostre cure pastorali, la Benedizione Apostolica.”
Prepariamoci ad accogliere con gioia il nostro Papa Leone XIV, che vuole aiutarci a ritrovare l’ardore dei nostri grandi santi affinché la Francia si converta e sia fedele alle promesse del suo battesimo e alla sua missione di Figlia primogenita della Chiesa!
— Diffondiamo la gioia e la speranza cristiane!
Fin dalla nostra Sessione estiva a Sens – i cui insegnamenti sono disponibili sul nostro sito – abbiamo scelto la gioia e la speranza che devono animarci in questo periodo di rientro e in questo nuovo anno di studio o di lavoro. Tutti i nostri Ritiri spirituali nei nostri diversi Focolari saranno incentrati sulla gioia. Questa scelta della gioia e della speranza è stata quella dei Padri del Concilio Vaticano II: Gaudium et Spes; quella di san Paolo VI nella sua esortazione apostolica Gaudete in Domino = «Rallegratevi nel Signore» nella Pentecoste del 1975; quella di Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, la gioia del Vangelo.
In questo periodo di rientro, avremmo tutte le ragioni per privilegiare luctus et angor = tristezza e angoscia, ma in quanto figli e figlie della Chiesa, sulla scia dei nostri grandi santi e dei Padri del Concilio Vaticano II, vogliamo e dobbiamo privilegiare Gaudium et Spes, gioia e speranza! Diamo al nostro Santo Padre una testimonianza di gioia e di speranza: la Francia non è ancora morta, ma per grazia di Dio, attraverso la nuova Pentecoste, grazie al trionfo del Cuore Immacolato di Maria e al Regno del Cuore di Gesù nei nostri cuori, la Francia, Figlia primogenita della Chiesa, si convertirà e tornerà ad essere fedele alle promesse del suo battesimo e alla sua missione!
II - Le consegne spirituali di Madre Marie-Augusta
Consegna 9 : Come un bambino!
«Nelle prove e nelle tentazioni, non temiamo, ma adempiamo fedelmente alle condizioni insegnateci per superarle: innanzitutto una totale apertura, anche se ci sembra esagerata. Non peccando nella tentazione, diamo una grande prova di amore e di abbandono. Ma, senza l’aiuto di Nostro Signore e dei suoi strumenti umani, possiamo sentirci smarriti; crediamolo fermamente e affidiamoci sempre di più a Lui: un bambino che avverte e comprende il pericolo si stringe alla madre. Dobbiamo considerarci dei bambini. Ascoltiamo e crediamo; affidiamoci semplicemente. Insisto anche sulla preghiera e sulla penitenza: sopportiamo, accettiamo, vibriamo con la sofferenza morale; è così che si diventa coredentori, innamorati del proprio Signore; che Egli possa chiederci le partecipazioni più strazianti; che, infine, vi troviamo solo gioia. Pregate di più perché non siete abbastanza disponibili a Dio nell’azione. Che le nostre penitenze fisiche siano normali. Soprattutto amiamo e facciamo amare Gesù. Vegliamo e preghiamo. La sorte degli amici di Gesù è la sofferenza: «È così che tratto i miei amici», disse Gesù a santa Teresa.»
Il nostro Fondatore commentava così: «Attiva o costretta a letto, il cuore di Madre Maria Augusta era sempre pieno del pensiero del suo Amato. Così, senza tregua né riposo, vegliava e pregava e offriva le sue sofferenze, senza penitenze particolari, senza digiuni severi, perché doveva essere un esempio da imitare.» Ma in tutti i suoi dolori, nelle sue fatiche estenuanti, nelle sue delusioni, era sempre unita al Cuore sofferente del suo Salvatore. Un giorno, santa Teresa d’Avila, mentre soffriva molto, udì Gesù dirle: «È così che tratto i miei amici! » E lei gli rispose: «Ah, mio Dio! Non c’è da stupirsi che ne abbiate così pochi!» Madre Maria Augusta comprendeva la risposta di santa Teresa, pur comprendendo anche la ricchezza della sofferenza portata con amore. Perché Gesù le fece capire che in realtà la Croce è preziosa e che i cristiani non devono averne paura. Ma è ben evidente che, per questo, è necessario che comprendano che la Passione di Gesù è stata la loro salvezza e che, quando si ama, tutto viene trasformato e si può persino provare una grande felicità, una grande gioia spirituale nella sofferenza unita alla Croce di Gesù. La sofferenza è sempre presente, molto reale e può essere intensa, ma non c’è contraddizione nel «godere» allo stesso tempo della felicità di condividerla con l’Amato e di aiutarlo realmente a salvare le anime e a santificare i cuori. Così Marthe Robin, che un visitatore compativa molto a causa del suo stato di impotenza fisica e di sofferenza acuta ogni settimana, poteva rispondere chiaramente: «Sì, soffro molto, ma se Gesù mi togliesse queste sofferenze, quanto sarei infelice! »
4) Formazione:
Sul nostro sito troverete tutti gli insegnamenti della nostra Sessione di Sens di quest’estate sulla gioia.
Leggiamo o rileggiamo le memorie di suor Lucia, la veggente di Fatima, per comprendere meglio l’importanza della devozione dei primi sabati del mese che, insieme alla consacrazione della Russia da parte del Papa e dei vescovi uniti a lui, costituiscono le due condizioni richieste dal Cielo per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e per il tempo di pace concesso al mondo.
5) Azione, missione:
In questo anno di gioia, siamo testimoni convinti e determinati. Ribadiamo con convinzione: la Francia non è ancora morta. La Regina di Francia ci ha spesso protetti, ci proteggerà ancora. Alziamoci! Andiamo! Siamo i piccoli strumenti del Cuore Immacolato di Maria per affrettare il trionfo del suo Cuore.
6) Condivisione
Vi auguriamo un buon rientro e vi assicuriamo le nostre preghiere e il nostro affetto. Vi benedico affettuosamente e vi assicuro la preghiera e l’affetto di Padre Joseph, di Madre Hélène e delle nostre sorelle e dei nostri fratelli.
Grazie per le vostre preghiere e la vostra generosità. Restiamo uniti nell’amore e preghiamo, soffriamo, offriamo per tutti coloro che soffrono a causa delle guerre, del terrorismo e di altre violenze!
Padre Bernard