Fra Agostino Maria del Santissimo Sacramento
Da musicista prodigio a figliol prodigo
Nato nel 1820 ad Amburgo da genitori ebrei, Hermann Cohen, pianista e organista di grande talento fin da giovane, lasciò la Germania all’età di quattordici anni, dopo una tournée di concerti, per studiare con Franz Liszt a Parigi e poi a Ginevra. Molto affezionato al suo maestro, si lascia presto coinvolgere nella vita frivola e mondana dei salotti parigini, si inebria del proprio successo, riceve il soprannome di Puzzi («carino» in italiano) e diventa il centro dell’attenzione di personalità di quell’ambiente, come Georges Sand o Félicité de Lamennais.
Queste lusinghe e queste frequentazioni mondane trasformano Hermann in un adolescente capriccioso e pieno di sé. Da giovane adulto, la sua arroganza lo spinge a non dedicarsi più alla musica e a tenere concerti senza prove; la sua propensione al gioco lo porta a spendere senza ritegno somme che i suoi concerti non gli fruttano; il suo carattere sgradevole suscita fastidio nei suoi ammiratori di un tempo. Arriva persino a compiere azioni disoneste per finanziare questa vita al di sopra delle sue possibilità.
In mezzo a questa vita dissoluta, non ha tuttavia dimenticato il sincero affetto che prova verso alcuni amici, e Nostro Signore troverà in questo un punto d’appoggio per fermarlo in questa caduta verso «l’inferno», come dirà lui stesso. Accetta quindi di rendere un servizio sostituendo un compagno che avrebbe dovuto suonare durante il mese di Maria del 1847 nella cappella di Santa Valeria. Alla benedizione del Santissimo Sacramento, sebbene «per nulla disposto a inginocchiarsi», avverte «interiormente un turbamento indefinibile», è «senza rendersene conto, o meglio senza alcuna partecipazione della sua volontà, spinto a inchinarsi», e il venerdì seguente è «impressionato esattamente allo stesso modo» e «colpito dall’idea di diventare cattolico».
Non diventa cattolico a metà: le sue cattive abitudini lasciano il posto alla preghiera, a una vita sobria e modesta. Viene battezzato il 28 agosto e riceve il nome di Agostino. Si rende conto che, nel cuore di Parigi, le donne possono adorare il Santissimo Sacramento giorno e notte. Decide quindi di istituire l’adorazione notturna per gli uomini per ottenere lo stesso privilegio, opera che sosterrà con i suoi consigli e le sue preghiere anche durante la sua vita religiosa. L’anno successivo comprende che Dio lo chiama al suo servizio, ma deve ancora tenere alcuni concerti per ripagare, ormai onestamente, i debiti del passato. Lavora umilmente, esercitandosi persino con le scale (un occhio sulla tastiera e l’altro sulla ‘Perfezione cristiana’ di sant’Alfonso Rodriguez). Alla fine dell’ultimo concerto saluta con gioia: non per gli onori, ma per l’addio che rivolge al mondo.
Agostino riceve l’abito da novizio presso i Carmelitani il 6 ottobre 1849 nel convento di Broussey (regione di Bordeaux) e prende allora il nome di fra Agostino Maria del Santissimo Sacramento. Durante il noviziato conduce una vita puramente contemplativa e può dedicarsi liberamente all’adorazione. Dopo la professione, offrirà i suoi tempi di studio come «omaggio d’amore al Santissimo Sacramento», certo che «l’adorazione delle adorazioni sia fare la volontà di Dio».


