Il Vangelo secondo san Marco
La Passione: Gesù è Figlio di Dio
Questo mese affrontiamo il tema della Passione di Gesù, sempre con il Vangelo secondo San Marco. Da ora in poi Gesù si manifesterà a tutti come Figlio di Dio. Infatti Gesù, che era stato riconosciuto come Cristo dai suoi discepoli, poi aveva mostrato loro che sarebbe stato un Cristo sofferente, ora si proclama Cristo davanti alle autorità giudaiche. Anzi, si proclamerà Figlio di Dio!
Durante i suoi ultimi giorni nel Tempio di Gerusalemme, Gesù usa la Sacra Scrittura per rivelare la sua divinità. In quale contesto Gesù prende qui la parola per svelare la sua identità?
Mentre Gesù insegna nel Tempio, i farisei e gli scribi cercano di metterlo in difficoltà con le loro domande. Ma di fronte alle risposte di Gesù, nessuno osa più interrogarlo. Ai suoi detrattori, Gesù rivolse allora un mirabile commento del Salmo 110 scritto da Davide: «Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra.» Gesù mostra che «Il Signore» indica qui Dio, mentre «il mio Signore» indica il Cristo che – come tutti sapevano – sarebbe stato figlio di Davide. Ora, il giorno delle Palme, Gesù era stato acclamato con grida di «Osanna al Figlio di Davide!». Così, nel Salmo 110, Davide chiama Cristo, cioè Gesù, «mio Signore!» Gesù è quindi il Signore di Davide, egli è Dio.
Poi, durante la sua Passione, Gesù è molto esplicito riguardo alla sua identità. Durante il processo davanti al Sinedrio, il sommo sacerdote lo interroga: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?» E Gesù rispose: «Io lo sono. E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo.» (Mc 14, 61-62) In che modo la sua risposta è una proclamazione della sua divinità?
La risposta «Io lo sono» corrisponde al Nome divino rivelato a Mosè sul Sinai: «Io sono». Inoltre, se si considera l’insieme del Vangelo con le affermazioni divine di Gesù (perdona i peccati, si proclama Signore del sabato…), o ancora con il suo dominio sugli elementi della natura, la sua autorità sui demoni, ecc., si può dire che è la divinità di Cristo ad essere qui chiaramente proclamata.
Davanti a Pilato, come davanti al sommo sacerdote, Gesù prende la parola una sola volta per rispondere alla domanda: «Sei tu il re dei Giudei?». E risponde: «Tu lo dici» (Mc 15, 2). Di quale regalità si tratta esattamente?
Nella sua risposta, Gesù conferma le parole di Pilato e proclama così chiaramente la sua regalità. Questa regalità non è ovviamente come le regalità terrene, perché da un lato si colloca nel mezzo di una condanna a morte, dall’altro, Gesù aveva detto pochi giorni prima di rendere a Cesare ciò che è di Cesare. Si tratta di una regalità di servizio: ricordiamo che dopo il terzo annuncio della Passione, gli apostoli disputarono per sapere chi fosse il più grande. Gesù aveva allora assunto una posizione opposta a quella dei grandi di questo mondo e concluso dicendo che non era venuto per essere servito ma per servire. Infine, si tratta anche e soprattutto della Regalità di Cristo che sarà chiamato a sedere alla destra dell'Onnipotente.
San Marco sottolinea in particolare questo fatto: è proprio perché è il Cristo che Gesù viene condannato a morte. A causa dei supplizi, il suo volto e il suo corpo sono completamente sfigurati; non assomiglia più a un uomo. Come si potrebbe ancora credere alla sua divinità?
Ma è proprio nel cuore delle tenebre che assistiamo a uno straordinario capovolgimento di situazione... Mentre Gesù vive il più profondo annientamento e muore nell’abbandono, ecco che il centurione esclama: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15, 39) Eppure San Marco non menziona, come fa San Matteo, gli eventi straordinari: il terremoto e le rocce che si spaccano, le tombe che si aprono, la testimonianza dei santi risorti... È solo «vedendo come Gesù era spirato» che il centurione lo proclama Figlio di Dio. Che contrasto impressionante! Che capovolgimento di situazione!Tutto il Vangelo di Marco tendeva verso questa professione di fede del centurione, che costituisce il grande culmine di questo Vangelo. Ciò fa eco alla proclamazione iniziale: “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.”


