Comunicato della FMND

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Comunicato della Famiglia Missionaria di Notre Dame

Domenica 5 luglio 2026

Cari amici,

abbiamo appena vissuto una settimana particolarmente difficile, con il voto dei deputati francesi a favore della legalizzazione dell’eutanasia e le quattro consacrazioni episcopali da parte della Fraternità San Pio X.

Comprendiamo lo sconcerto di molti di voi: perché tutti i vescovi e tutti i sacerdoti della Fraternità San Pio X sono scomunicati, mentre non viene inflitta alcuna condanna a coloro che ricoprono incarichi di responsabilità nel percorso sinodale tedesco, che mira a cambiamenti che snaturano la santità della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, fondata da Gesù? Perché i sacerdoti e i vescovi che aderiscono alle posizioni LGBT non vengono sanzionati? Comprendiamo queste domande e persino questa rabbia. Ma è importante ricordare che, come nel 1988, sono stati i vescovi e i sacerdoti della Fraternità San Pio X ad auto-scomunicarsi con la consacrazione di quattro nuovi vescovi lo scorso 1° luglio a Écône.

I vescovi francesi hanno appena diffuso un comunicato in cui affermano di accogliere «con tristezza e dolore la scelta della Fraternità San Pio X» e prendono «atto delle sue conseguenze canoniche.» È importante che conosciate le principali disposizioni del decreto romano, il quale afferma che le quattro consacrazioni episcopali hanno costituito un «atto di natura scismatica», compiuto senza mandato pontificio e contro la volontà di papa Leone XIV. Il testo precisa inoltre che i sacerdoti della Fraternità sono ora soggetti a tale scomunica e ricorda che anche i fedeli laici che aderiscono formalmente a tale posizione vi si espongono. Infine, Roma dichiara illeciti i sacramenti amministrati dai sacerdoti della Fraternità e considera invalidi i sacramenti della penitenza e del matrimonio da essi celebrati.

I vescovi francesi, nel loro comunicato, ritengono che questa crisi «comprometta gravemente la comunione ecclesiale» non solo per la Chiesa universale, ma anche per la Chiesa in Francia, dove la Fraternità San Pio X è fortemente radicata. Il comunicato si preoccupa tuttavia di distinguere i responsabili della Fraternità dai numerosi fedeli che la frequentano. I vescovi riconoscono che molti di loro sono legati alla Fraternità «per ragioni storiche, affettive, personali o familiari» e sottolineano che spesso coltivano «un vivo desiderio di trasmettere la fede, un vero fervore e zelo apostolico, un sincero amore per la Chiesa e un profondo desiderio di partecipare alla sua missione». A questi fedeli, i vescovi rivolgono un appello diretto. Dicono di voler manifestare loro la propria «sollecitudine paterna» ed esprimono la speranza che le misure adottate dalla Santa Sede portino a una presa di coscienza. La frase più significativa del comunicato riassume questo appello: «Speriamo che le misure annunciate dalla Santa Sede li aiutino a comprendere la gravità delle decisioni prese dai responsabili della Fraternità San Pio X e incoraggiamo questi fedeli a tornare alla piena comunione con il Papa, con i vescovi e con tutta la Chiesa.»

La Famiglia Missionaria di Notre Dame, seguendo l’esempio dei suoi Fondatori, non ha mai smesso di ricordare la fedeltà alle tre bianchezze: l’Eucaristia, la Vergine Maria e il Papa. Anche noi, nello spirito del nostro Padre Fondatore, vogliamo mettere in pratica il Concilio Vaticano II nella fedeltà alla Tradizione. San Giovanni Paolo II ha ricordato più volte che ciò che lo Spirito Santo diceva alla Chiesa oggi si trovava nel Concilio Vaticano II. Certamente, non tutti i testi di questo Concilio hanno lo stesso grado di autorità, ma nella ritrovata fiducia tra tutti i membri della Chiesa cattolica, nella fedeltà alla Verità rivelata e alla grande Tradizione della Chiesa e nella Carità, possiamo giungere all’Unità che Gesù vuole per la sua Chiesa e per la quale ha pregato così il Padre prima di affrontare la Sua Passione: «Ut Sint Unum, perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17, 21).

Chiediamo, in spirito di riparazione, a Dio Padre, allo Spirito Santo, a Gesù, alla Vergine Maria e a San Giuseppe, la fiducia nel Magistero della Chiesa Cattolica, di cui Pietro è la Roccia, a cui Gesù disse: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli Inferi non prevarranno contro di essa».

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