Santa Luisa di Marillac (2/2)
Dall'ansia alla santità (2/2)
Questo saggio piccolo consiglio di San Vincenzo può essere utile a tutti:
«Mio Dio, figlia mia, quali grandi tesori sono nascosti nella Santa Provvidenza e coloro che la seguono e non la oltrepassano onorano sommamente Nostro Signore.
– Sì, mi direte, ma è per Dio che mi prendo tanta pena!
– Non è più per Dio che vi prendete tanta pena se penate per servirlo.»
Lei si eserciterà in questo e svilupperà un'intensa vita interiore per «ripercorrere la vita nascosta di Gesù Cristo sulla terra». Così amava associare ogni azione della sua vita, per quanto semplice fosse, alla stessa azione che il Figlio di Dio aveva compiuto sulla terra. Il suo motto: «L'amore di Cristo ci spinge» è il motore del suo instancabile zelo tutto rivolto all'Amato della sua anima. Il lavoro non manca: apostolato presso i più poveri di Parigi e altrove, opera dei bambini trovatelli, alloggi, balie, vestiti, cibo, formazione, case affinché gli anziani possano vivere con dignità e lavorare per guadagnarsi da vivere, servizio ai galeotti, accoglienza dei rifugiati di guerra. Senza contare il suo ruolo di Madre educatrice delle sue figlie spirituali e le sue visite per monti e per valli alle «carità» fondate nei villaggi da San Vincenzo de' Paoli.
A tutto ciò aggiungiamo una fitta corrispondenza e il lavoro per l'approvazione delle costituzioni della nuova famiglia religiosa. In una parola: un lavoro al di sopra delle sue forze... che San Vincenzo ammirava, approvava e sosteneva. Al di sopra delle sue forze: è qui che avviene il miracolo della Fiducia! Perché, non contando più sulle proprie, Luisa saprà che quest'Opera di Dio non è al di sopra delle forze divine che non le mancheranno! Forze fisiche, spirituali, forze di discernimento. Potrà dire in tutta verità:
«Non preoccupatevi delle vostre forze, sicuri che riceverete dalla bontà di Dio quanto sarà necessario... Si deve accogliere con tutto il cuore l'incapacità di agire quando piace a Dio che ci capiti, e servircene per elevarci al di sopra delle cose terrene e pensare che Nostro Signore vuole che, dopo aver lavorato per il prossimo, pensiamo a prepararci per il Cielo che è la nostra Patria benedetta.»
La fiducia in Dio e l’obbedienza libera al suo Santo direttore spirituale fecero crescere le sue qualità naturali e soprannaturali, rendendola una donna equilibrata ed equilibrante, che compiva la missione affidatale da Dio sviluppando al contempo un'intensa vita interiore: Dio ha fatto di lei una santa! Nel 1660, sofferente e pronta a incontrare il suo Signore, chiede a Vincenzo, anch'egli malato, di inviarle anche solo una parola di incoraggiamento per il Grande Passaggio. Egli preferì tacere: ultima delicatezza di colui che era stato il padre della sua anima e che voleva darle così l'occasione di un'ultima purificazione attraverso un ultimo slancio nella fiducia in Dio solo.
Così si realizzeranno le parole di santa Luisa:
«Viviamo come morti in Gesù Cristo e, come tali, senza più resistenze a Gesù, senza più azioni che per Gesù, senza più pensieri che in Gesù, infine, senza più vita che per Gesù e il prossimo, affinché in questo amore unificante io ami tutto ciò che Gesù ama!»
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