Il viaggio apostolico del Papa in Francia: un entusiasmo straordinario
Dopo quattro giorni trascorsi dal Papa sul nostro territorio, la Francia e il mondo intero hanno potuto constatare con i propri occhi quanto la Chiesa in Francia sia viva e giovane.
Questa constatazione è iniziata durante i Vespri solenni a Notre Dame di Parigi venerdì, dove migliaia di sacerdoti, religiosi e seminaristi si sono riuniti per pregare con lui. La sera stessa, il mitico Stade de France, abituato ai grandi raduni sportivi, si è riempito di una folla immensa di oltre 80.000 giovani. Durante una veglia che ripercorreva la grande storia cristiana della Francia e dei suoi innumerevoli santi, il Santo Padre ha lanciato questo appello:
«Mi rivolgo a quelli tra voi – e sono numerosi qui stasera – che sentono la chiamata a seguire Gesù sulla via più stretta del sacerdozio o della vita consacrata. Cari amici, la Chiesa in Francia ha tanto bisogno di voi!... Prega per voi, vi aspetta.
Cari amici, non abbiate paura di questa chiamata! Abbiate coraggio, abbiate fiducia in Gesù che vuole fare di voi i suoi amici più vicini: Egli non vi deluderà e sarà sempre al vostro fianco; la vostra vita sarà meravigliosamente bella e feconda.» Questa veglia è stata un momento di grazia per tutti, come testimonia ad esempio il giornalista attivista Hugo Clément, che ha affermato: «Una folla immensa, gioiosa, benevola, unita, serena. Canti sublimi. Immagini magnifiche. Mio Dio, quanto fa bene e quanto ci fa cambiare rispetto al clima politico irrespirabile. Ci è voluta la visita di un papa per offrire questo momento di comunione alla Francia e alla Repubblica.»
Il giorno seguente, una folla di francesi si è riunita sull’avenue des Champs Élysées per partecipare alla Messa in onore di Notre Dame Fonte di Salvezza, presieduta da Leone XIV. Questa Messa è senza dubbio l’espressione più significativa di questo straordinario entusiasmo. 800.000: è questo il numero dei pellegrini riuniti per questo momento unico, insieme a oltre 3.000 sacerdoti e diaconi. Durante questa celebrazione, il Papa ci ha ricordato che «l’essere umano è fondamentalmente un essere ‘desiderante’ e solo Dio può colmare questo vuoto interiore».
La sera stessa, il Papa ha lasciato la Ville Lumière per recarsi nella Città dei malati, Lourdes. Subito si è recato in pellegrinaggio alla grotta di Massabielle per pregare e rivolgere questa richiesta alla Vergine Maria: «Concedi alla tua Chiesa in Francia di indicare, specialmente ai più giovani, la via luminosa del Vangelo per costruire una società giusta e fraterna a cui essi aspirano.»
Il giorno successivo, Leone XIV ha celebrato la Messa domenicale sul prato davanti a oltre 150.000 fedeli, con un’omelia basata sul messaggio della Madonna a Bernadette: «La penitenza è un’opera suscitata dall’amore nella solidarietà con il genere umano: amore per Dio, di cui si vuole riparare la ferita del Cuore causata dai nostri peccati; amore per tutti i nostri fratelli che non ascoltano questa chiamata alla conversione e che le loro colpe trascinano verso la morte. Questa esigenza di conversione coinvolge la Chiesa stessa nel suo pellegrinaggio terreno.»
Ma il messaggio più significativo della sua visita a Lourdes è senza dubbio quello rivolto durante l’incontro con i malati accolti dall’Accueil Notre Dame e i loro accompagnatori: «Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale.»
Al termine della giornata, il Papa ha partecipato alla grande processione mariana dove, come un semplice pellegrino, un cero in mano, ha cantato inni e recitato il rosario per le grandi intenzioni della Chiesa e del mondo.
Infine, il Papa ha concluso il suo viaggio apostolico a Metz, dove oltre 35.000 persone hanno partecipato alla Messa. Nella sua omelia, il Santo Padre ha ricordato: «Qui a Metz, è bene ricordare che sono proprio questi i valori su cui si è costruita, nel corso dei secoli, l’Europa che conosciamo, con il suo patrimonio spirituale e morale, ancor prima che economico e politico. Come san Giovanni Paolo II amava ricordare con commozione (cfr Atto Europeistico a Santiago De Compostela, 9 novembre 1982), essa affonda le sue radici nella vita e nell’opera di uomini e donne che hanno vissuto, predicato e condiviso gli insegnamenti del Vangelo.»
Che questo viaggio apostolico sia per la Chiesa in Francia una nuova effusione dello Spirito Santo, affinché ogni battezzato sia fedele ai propri impegni e possa avvenire la civiltà dell’amore.


