In Altum

Madonna delle Nevi, plasma il nostro cuore a immagine del tuo.

Santa Teresa di Calcutta (2/2)

Pubblicato nella sezione (In Altum n° 182)

Attingere il coraggio dall'Eucaristia e dal rosario

Dopo aver testimoniato tanto amore verso gli uomini del suo tempo, compiuta la sua missione, Dio chiama a sé la sua sposa fedele il 5 settembre 1997. Muore a causa di un cancro allo stomaco.

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San Giovanni Paolo II, nel beatificarla, affermò che lei «ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante, accolta come un singolare “dono e privilegio”. Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!».

Cercava incessantemente il sostegno della Beata Vergine; la si vedeva sempre con il suo rosario: «Voglio solo essere una vera missionaria della carità come lo era la Madonna». «Voglio diventare una vera serva della Madonna, bere solo dal suo calice di dolore e donare veri santi a nostra madre la Chiesa». Diceva ai suoi figli spirituali: «Mai nelle bidonvilles senza aver recitato le lodi della Madre» (il rosario) o ancora: «Aggrappatevi al rosario come la pianta rampicante si aggrappa all’albero, perché senza la Madonna non possiamo reggere».

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Molto rapidamente, l’opera si sviluppa e varca i confini. Alle suore si aggiungono frati e padri; alle attive, le contemplative; ai religiosi, i cooperatori laici. Infine – e non meno importante – i malati, che non possono aiutare materialmente, offrono le loro sofferenze; hanno la responsabilità spirituale di questo o quel missionario.

Madre Teresa rimarrà per tutta la vita la donna energica che compì la missione che Giovanni Paolo II le aveva affidato: essere la sua voce nel mondo per difendere i bambini nel grembo delle loro mamme e per parlare con forza contro l’aborto. Ricevendo il Premio Nobel per la Pace nel 1979, Madre Teresa non esitò a dire ai leader delle Nazioni: «Non uccidete i vostri figli!» e ad affermare spesso: «L’aborto è ciò che oggi distrugge di più la pace nel mondo!»

Difese con forza l’insostituibile missione della famiglia: «Sappiamo che il luogo in cui il bambino può imparare meglio ad amare e a pregare è la famiglia, essendo testimone dell’amore e della preghiera del padre e della madre. Quando c’è rottura o disunione in famiglia, molti bambini crescono senza sapere cosa significhi amare e pregare».

Infine, Madre Teresa ricorda ai cristiani il loro dovere di essere santi. Affermava: «La santità non è un lusso per qualcuno, ma un semplice dovere per voi e per me».
 

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