Aprile 2026: Chiamiamo Maria, nostra Madre. Impariamo ad amare!

Aprile 2026: Chiamiamo Maria, nostra Madre. Impariamo ad amare.

I - Prima di iniziare...

Cari amici, cari giovani amici,

viviamo intensamente il Triduo pasquale insieme al Padre e a Madre Marie-Augusta che hanno vissuto la loro pasqua la Domenica della Passione (2 aprile 2006) e il Giovedì Santo (11 aprile 1963), seguendo Gesù passo dopo passo nella sua dolorosa Passione. È per ciascuno di noi che Egli ha accettato di morire sulla Croce. Ci ha amati fino a questo punto! Il Triduo non si fermerà al sepolcro dove riposava il Corpo di Gesù. Dopo aver rinnovato le promesse del nostro battesimo nella Veglia pasquale, celebreremo con gioia e allegria la Risurrezione di Gesù, fondamento della fede cristiana. Pregheremo per i catecumeni che saranno battezzati in questo Triduo pasquale. Accogliamo con gioia e amore questi nuovi fratelli e sorelle in Gesù! 

Avete preso visione della sentenza che mi riguarda e che riguarda la FMND, emessa lo scorso 24 marzo. Vi invito a leggere la nostra dichiarazione e quella dei nostri avvocati sul nostro sito Internet (it.fmnd.org). Non lasciamoci abbattere da ciò che è stato detto dai media, ma viviamo intensamente la nostra Settimana Santa affidandoci con fede, speranza e carità al nostro Padre Celeste; a Gesù, Maria e Giuseppe; allo Spirito Santo; agli Angeli e ai Santi. Gesù, confido in Te!

Preghiera introduttiva

Vieni Santo Spirito… Padre Nostro… Ave Maria… Nostra Signora delle Nevi, san Giuseppe, san Giovanni Paolo II, venerabile Jerôme Lejeune, beata Pierina, santa Giulia, san Vincenzo Ferrer, beata Maria Assunta, santa Lidwine, san Stanislao, santa Gemma, beata Kateri, santa Teresa delle Ande, santa Maria Cleofa, san Damiano, beata Maria Gabriella, santa Maria Eufrasia, san Marco, san Giorgio, san Rafael, santa Caterina da Siena, santa Zita, san Luigi-Maria, santa Gianna Molla, san Pietro Chanel, santa Caterina da Siena, santi Protettori e santi Angeli custodi. 

Sforzo

Sin dalla sveglia chiamiamo Maria nostra Madre e impariamo da lei ad amare come Gesù.

Parola di Dio: Gv 15, 9-17

Il nostro Fondatore era entusiasta del nuovo comandamento dell’Amore dato da Gesù dopo l’istituzione dell’Eucaristia. Gesù non solo ci ha riconciliati con Suo Padre quando eravamo peccatori, ma ci dona il Suo Amore per amare! 

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri(Gv 15, 9-17)

II - Le rubriche del taccuino di cordata

1) Disciplinaesame di coscienza

Non ripieghiamoci sulle nostre debolezze, non lasciamoci scoraggiare dai nostri peccati, ma guardiamo a Gesù! e nous replions pas sur nos faiblesses, ne nous décourageons pas de nos péchés, mais regardons Jésus !

2) Previsioni

Prepariamoci a vivere al meglio il Triduo pasquale, il culmine del nostro Anno liturgico (dal Giovedì Santo, 2 aprile, alla Domenica di Pasqua, 5 aprile). Il 12 aprile celebriamo con gioia e fiducia la Divina Misericordia in comunione con San Giovanni Paolo II e Santa Faustina. Scopriamo i santi di questo mese di aprile e chiediamo loro la grazia di invocare meglio la Vergine Maria in nostro aiuto e di chiederle di insegnarci ad amare come Gesù, con umiltà e gioia.

3) Consegna spirituale"Chiamiamo Maria , nostra Madre. Impariamo da lei ad amare Gesù."

"Chiamiamo Maria, nostra Madre"

Madre Marie-Augusta nella sua  consegna spirituale ci dice:

«Cadiamo spesso? Invochiamo la Madre di Gesù in nostro aiuto; e anche Gesù verrà. Ma adempiamo alle condizioni: preghiera, penitenza. Abbandoniamoci, per soffrire e per gioire, alla fiducia, all'obbedienza. Restiamo sereni, senza reticenze. Gesù ama con quell'amore che rende gli sposi forti, umili e vigili. Abbandoniamoci, baciamo la sua croce. Subiremo gli attacchi del demonio; allora non perdiamo di vista Gesù. Se siamo tristi, apriamo la nostra anima alla fiducia nella nostra Madre; guardiamo la sua immagine e, quando recitiamo il rosario, meditiamo il contenuto del suo Cuore, il suo troppo pieno d’amore che vuole riversare nell’anima dei suoi consacrati. Siamo dolci, sereni, amorevoli verso il Cuore di Gesù ferito dal peccato del mondo; non ne facciamo più parte poiché rispondiamo all’amore di Nostro Signore, ma dobbiamo rimanervi per la gloria del Padre. Se Gesù sembra abbandonarci nella tentazione, è per mostrarci quanto abbiamo bisogno della sua sollecitudine. Amiamo, preghiamo, soffriamo, piangiamo, ma amiamo sempre di più. Ripetiamoci senza sosta: la nostra missione è quella di essere Apostoli dell'Amore. Condizioni: fiducia, abbandono totale, obbedienza assoluta, distacco integrale, amore senza misura. Moriamo per vivere, miei cari figli. Portiamo Gesù ovunque; portiamo il suo Amore.»

Il nostro Padre Fondatore commentava così questa consegna:

«Pochi giorni dopo il ritorno da Lourdes, Madre Maria Augusta comprese, più che mai, che, nella nostra debolezza, nelle nostre cadute, dobbiamo invocare la Madre di Gesù in nostro aiuto, così come invochiamo, naturalmente, Gesù stesso. Per vincere, bisogna pregare molto, fare penitenza e abbandonarsi, con fiducia e obbedienza, alla sofferenza, così come alle consolazioni del Salvatore. Nella fede pura, bisogna rimanere il più possibile sereni e disponibili, senza riserve. Gesù ama così tanto! Ama le sue spose come uno sposo che, nella profondità del suo amore, è esigente, ma anche umile e vigile. Bisogna quindi affidarsi veramente a Lui e venerare le prove tangibili del suo amore, come la sua Croce e le sue sante Piaghe.

Bisogna riconoscere di essere deboli e poveri di amore autentico, poiché spesso siamo ingrati. Bisogna esercitarsi a dominare le tentazioni con lo sguardo sempre rivolto a Gesù. Bisogna superare la sofferenza, provata a causa delle nostre debolezze, con una fiducia molto profonda nella Mediatrice di tutte le grazie. Bisogna servirsi bene del Rosario per comprendere e meditare il contenuto del suo Cuore, il suo traboccare d’amore che desidera tanto riversare nell’anima delle amate di Gesù.

È così che, nonostante le cadute, si può conservare la dolcezza, la calma, l’amore del Cuore di Gesù ferito dagli innumerevoli peccati del mondo.

È così che, nonostante la nostra debolezza, possiamo lavorare, già su questa terra e poi dal Cielo, per la salvezza delle anime. A volte Gesù permette una caduta, ma è per ricordarci che senza di Lui non possiamo fare nulla (Gv 15, 5) e che Egli è sempre pieno di sollecitudine per noi.

Quindi amiamo, preghiamo, soffriamo, piangiamo, ma amiamo ancora di più. È così che diventeremo apostoli dell'Amore, nella fiducia, nell'abbandono totale, nell'obbedienza assoluta, nel distacco integrale, nell'amore senza misura! È così che si muore a se stessi e si ottiene la Vita eterna. È così che si porta Gesù, che si porta in tutto e a tutti il suo amore».

«Impariamo ad amare» 

Madre Marie-Augusta, nella sua 3° consegna spirituale, ci dice:

«Impariamo ad amare, a patire, a soffrire. Non opponiamo mai resistenza alle richieste di Gesù: il suo Cuore vuole servirsi proprio delle nostre debolezze per donare la vita ad altre anime. Gesù ha pieno diritto su di noi. Ribadiamo a Lui il nostro amore: anche se ci capita di cadere, Egli vuole fare della nostra miseria uno strumento del suo Amore. Se ci mostrasse tutte le cattive inclinazioni del nostro cuore, vedremmo chiaramente che non potremmo reggere se Egli ci abbandonasse anche solo per un istante. Abbiamo bisogno di aiuto e di sostegno; abbiamo bisogno di essere fiduciosi, aperti e abbandonati. Gesù ci chiama per il futuro delle anime. Arrendiamoci e saremo felici. Moriamo a noi stessi e viviamo in Gesù. Apriamoci. Chiediamo perdono dieci volte al giorno, se necessario, per non tenere nulla sul nostro cuore che appartiene a Nostro Signore: Egli non può sopportare l’impurità. La santità di Dio è offesa; dobbiamo riparare. Coraggio, abbandono, amore.»

Il nostro Padre Fondatore commentava così questa consegna:

«Anche il Cuore di Gesù, secondo la confidente di Cum clamore valido, è “quel Cuore troppo pieno d’amore che lo consuma e che arde dal desiderio di riversarsi a fiumi nelle anime”. Affinché Madre Maria Augusta sia totalmente a Gesù, deve ancora imparare ad amare di più, a patire, a soffrire come Gesù nella sua missione, con Gesù nella sua redenzione. Deve essere sempre pronta ad accettare ciò che è difficile, duro, mortificante per lei, senza mai rifiutarsi. Deve ancora imparare a lottare contro tutte le debolezze del cuore umano per diventare l'educatrice più perfetta possibile dei cuori e così vivificare le anime. Non deve scoraggiarsi di fronte alle sue debolezze, perché Dio si compiace di servirsi di strumenti miseri per farne strumenti del suo amore misericordioso.

Nostra Madre conosceva Un invito all'Amore, un libro con prefazione del cardinale Pacelli del 1938, sulla vita di suor Josefa Menendez. Poteva leggere (a pagina 285 o 254, a seconda delle edizioni): «Poiché il mio Cuore vuole servirsi di vili strumenti per compiere l’Opera più grande del suo Amore: ecco ciò che farai... approfondire bene il nulla dei miei strumenti. Affidarti interamente alla misericordia del mio Cuore e promettere dal profondo dell’anima di non resistere mai alle mie richieste, per quanto crocifiggenti possano sembrare». Lei ha sempre più chiarezza sulle cattive inclinazioni del suo cuore di carne. Ma, allo stesso tempo, Gesù le dona anche sempre più la grazia della penetrazione del suo Cuore, che veglia incessantemente su coloro che si affidano a Lui, con una consapevolezza molto chiara e molto umile delle loro impotenze senza di Lui. Il suo cuore deve essere fiducioso, aperto, abbandonato al suo beneplacito. Così avrà sempre l’aiuto e il sostegno del suo Amato. Capisce anche che, affinché la sua anima sia ben purificata, non dovrà esitare a essere molto aperta con me e a confessarmi bene le sue debolezze, senza indugio. Così sarà anche incessantemente perdonata, purificata nel Sangue dell’Agnello divino».

Attualizzazione di queste due consegne spirituali nella nostra vita in questo tempo pasquale:

I commenti del nostro Fondatore rivelano che queste prime indicazioni sono rivolte innanzitutto a Madre Maria Augusta nei primi mesi della sua missione di Madre degli Apostoli dell’Amore. Gesù vuole educarla, illuminandola sulle sue debolezze affinché, per Sua Grazia, sviluppi le virtù opposte per diventare la Madre educatrice dei figli spirituali che Gesù le affida. Ella fa, in un certo senso, l’esperienza di San Paolo: «Ti basta la mia grazia, perché la mia potenza si manifesta pienamente nella debolezza» (2 Cor 12, 9). In questo tempo pasquale 2026, dopo aver vissuto il Grande Triduo, invochiamo anche noi Nostra Signora delle Nevi affinché non ci scoraggiamo a causa delle nostre debolezze e dei nostri peccati! Comprendiamo che è molto importante ottenere dallo Spirito Santo l’illuminazione della nostra coscienza. Siamo tutti peccatori, abbiamo tutti bisogno della misericordia divina (Rm 3,23)!

Il nostro Fondatore non è «volontarista», anche se usa più volte l’espressione «bisogna». Egli sa, e ce lo ha ripetuto molto spesso, che senza Gesù non possiamo fare nulla (Gv 15, 5). Sant’Ignazio di Loyola diceva che dovevamo «pregare come se tutto dipendesse da Dio e agire come se tutto dipendesse da noi». Senza Gesù e la sua Grazia, è ovvio, non possiamo fare nulla per la salvezza, ma con Gesù e la sua Grazia possiamo agire in vista della santità e della nostra opera nel mondo e nella Chiesa, amando come Gesù. Che meravigliosa prospettiva ci offrono queste due indicazioni spirituali di Madre Maria Augusta, radicate nella Sacra Scrittura e nella Tradizione! San Paolo, prima di affermare che la potenza di Gesù si manifesta nella nostra debolezza, parla di una prova che lo umilia per evitargli ogni orgoglio a causa delle grandissime grazie che ha ricevuto (2 Cor 12, 7). Il Cuore di Gesù vuole rivelare alla nostra Madre le sue debolezze affinché la sua vita spirituale e la sua missione di Madre educatrice siano fondate sull’umiltà, la fiducia, lo spirito di infanzia, l’abbandono. Gesù vuole anche in questo tempo pasquale 2026 ottenerci la stessa grazia. Lo lasceremo agire come la nostra Madre e il nostro Fondatore Lo hanno lasciato agire nelle loro anime?

Questi due insegnamenti spirituali della nostra Madre, ispirati dal Cuore di Gesù, ci invitano a invocare la Vergine Maria, che amiamo pregare sotto il titolo di Nostra Signora delle Nevi. Ella è una Madre premurosa, amorevole, misericordiosa, educatrice, e ci insegnerà ad amare come Gesù. Cerchiamo di essere entusiasti come lo era il nostro Fondatore: possiamo amare come Gesù!

Non smettiamo in questo tempo pasquale di ringraziare profondamente Nostro Signore che disse, un Giovedì Santo a Santa Angela da Foligno: «Non ti ho amata per scherzo.»

I nostri Padre e Madre hanno accolto con grande umiltà e fiducia queste indicazioni spirituali ispirate dal Cuore di Gesù. Accogliamole con altrettanta umiltà, fiducia ed entusiasmo! Non chiudiamoci nelle nostre debolezze, non scoraggiamoci per i nostri peccati, ma guardiamo a Gesù che ci ama appassionatamente, che vuole procurarci la grazia di amare come Lui e che ci invita a credere fermamente in queste parole date a Santa Faustina: «Gesù, confido in Te!».

4) Formazione

Rileggiamo, se possibile, la Lettera di San Paolo ai Romani e vi troveremo i fondamenti biblici delle due consegne spirituali di Madre Maria Augusta. Entusiasmiamoci in particolare per il capitolo 8: “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? […] Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. […] nulla potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Rm 8,35.37.39)

5) Azione, missione

Possa il nostro zelo missionario decuplicarsi in questo periodo di grandi turbolenze nel mondo. Rendiamo testimonianza di Gesù e del suo Vangelo e confidiamo in ciò che Gesù ha ispirato a Madre Maria Augusta: «Ci vogliono centinaia di miscredenti per corrompere una popolazione; basta un vero apostolo, uno solo, per salvare il mondo intero dal naufragio».

6) Condivisione

Vi assicuro le preghiere e l’affetto di Madre Hélène, di Padre Joseph e dei nostri fratelli e sorelle, e vi benedico con affetto, ringraziandovi di cuore per le vostre preghiere e la vostra generosità. Vi auguriamo un mese di aprile ricco di benedizioni spirituali.    Grazie per non stancarvi di pregare e di offrire affinché i lavori sul sito di Notre-Dame des Neiges possano riprendere. Manteniamo la fiducia pregando, amando, soffrendo, offrendo e conservando come Gesù il silenzio, tranne quando è necessario ristabilire la verità. Grazie ancora per il vostro sostegno e il vostro affetto e preghiamo e offriamo insieme per l’appello che avrà luogo a Nîmes tra alcuni mesi. 

Padre Bernard

 

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