In Altum

Madonna delle Nevi, plasma il nostro cuore a immagine del tuo.

Santa Teresa di Calcutta (1/2)

Pubblicato nella sezione (In Altum n° 181)

Placare la sete infinita di Gesù sulla Croce

 

Perché presentare la vita di Madre Teresa, una santa il cui volto ci è così familiare? In realtà, non conosciamo a sufficienza la profondità di questa santa che ha esercitato un’influenza davvero eccezionale sui suoi contemporanei, derivante dalla sua unione al Cuore di Gesù nonostante la terribile prova della notte della fede…

Page13-Young_Mother_Teresa_and_Sister_Alga_In_Calcuta.jpeg

Agnès Gonxha Bojaxhiu nacque nel 1910 in una famiglia profondamente cristiana, in Albania (sopra con la sorella Alga). Perse il padre quando aveva solo otto anni. Ben presto, capì che Dio le chiedeva di lasciare tutto per seguirLo. A diciannove anni, lascia così la sua famiglia e il suo paese per entrare presso le Suore di Nostra Signora di Loreto, in Irlanda. Da quel giorno, non rivedrà più sua madre a causa della dittatura comunista in Albania. Tuttavia, pur soffrendo per questa separazione, rimane salda nella sua vocazione.

Nel 1929 viene inviata in India, a Calcutta, come insegnante, e prende il nome di Teresa. Lì, il 10 settembre 1946, mentre si trovava in treno, sente la voce di Gesù che le rivolge quell’appello che avrebbe guidato tutta la sua vita: «Ho sete». Molto più tardi, nel 1993, descriverà in questo modo, in una lettera, questa intensa esperienza: «Dio ha sete di noi. “Ho sete” è molto più profondo di Gesù che vi dice: “Vi amo”. Finché non sapete nel più profondo di voi che Gesù ha sete di voi, non potete sapere chi Egli vuole essere per voi o chi vuole che voi siate per Lui».

Da quel momento, capisce che deve incontrare Cristo nei più poveri tra i poveri, che deve essere la sua luce presso di loro. Sottopone questa chiamata al suo direttore spirituale. Dopo quasi due anni di riflessione, il 17 agosto 1948, ottiene dal Vaticano il permesso di fondare una nuova Congregazione. Madre Teresa, non senza dolore, lascia quindi le mura del suo convento e fa la sua prima visita nella bidonville.

Poco tempo dopo, diverse ex allieve la raggiungono. «Lo scopo delle Missionarie della Carità è quello di placare la sete infinita d’amore e delle anime di Gesù sulla croce, operando per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri». Per lei, non si tratta che di vivere il Vangelo.

La sua opera materiale è innanzitutto e inseparabilmente un’opera spirituale. Per lei, se il mondo è povero, è perché manca di amore. D’altronde afferma: «Il mondo sarà sovrappopolato il giorno in cui dimenticheremo di amarci!» Desidera nel più profondo della sua anima «portare Gesù […] affinché possiate condividere le vostre sofferenze con Lui.» A un giornalista americano in visita a Calcutta, che le diceva che non avrebbe fatto quel lavoro nemmeno per un milione di dollari, lei risponde: «Neanch’io lo farei per quella somma. Ma lo faccio per amore di Dio». Madre Teresa, nonostante i suoi impegni sempre più pressanti, rimane un’attiva contemplativa. L’adorazione del Santissimo Sacramento occupa un posto fondamentale mentre attraversa una terribile notte della fede che durerà cinquant’anni.

Continua nel prossimo numero ...

Crediti fotografici : © Futufit Media Outlet, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

 

Commenti

Che cosa vuoi fare ?
Consulta la consegna spirituale
Aprile 2026: Consegne n°2 e 3 di Madre Marie-
Informati sulle nostre novità
Iscriviti alle nostre attività
Prega in diretta l'ufficio divino
Fòrmati con i nostri dossiers