In Altum

Madonna delle Nevi, plasma il nostro cuore a immagine del tuo.

Céline Martin (2/2)

Pubblicato nella sezione (In Altum n° 171)

Il complemento della "piccola via" (2/2)

 

Nel 1895, Céline ebbe la gioia di offrirsi all'Amore misericordioso del Buon Dio : « La domenica della Santissima Trinità, lei [Santa Teresa] fu quindi ispirata ad offrirsi come Vittima all'Amore Misericordioso. Subito dopo la Messa, molto commossa, mi portò con sé. […] Teresa sembrava un po' imbarazzata nel spiegare la sua richiesta. Balbettò qualche parola sollecitando il permesso di offrirsi con me all'Amore Misericordioso. […] La cosa non sembrava importante; la Nostra Madre disse : sì. Una volta sola con me, mi spiegò un po' cosa voleva fare; era molto commossa; il suo sguardo era ardente. […] Due giorni dopo, inginocchiate insieme davanti alla Vergine Miracolosa, pronunciò l'Atto per entrambe. Era l'11 giugno. »

Essendo stata, dopo la sua professione, aiuto infermiera, poi infermiera, fu un testimone privilegiato degli ultimi momenti di sua sorella. Il 24 luglio 1897, Céline, sola al capezzale di Teresa che si avvicinava a grandi passi alla morte, le fece questa confidenza :
« - Tu sei il mio ideale, e questo ideale, non posso raggiungerlo. Oh! Che dolore!
- Sì,
rispose misteriosamente la Santa, ma l'ultimo giorno il Buon Dio avvicinerà la sua piccola Céline a tutto ciò che ha desiderato, e lei comprenderà tutto. »

Dopo la morte della sorella, si mise ancor di più alla sua scuola. Quest'ultima, in diversi modi, la incoraggerà nel suo difficile cammino. Giunta in età avanzata, dopo aver visto morire tutta la sua famiglia, Céline non si è lasciata andare al ripiegamento. Continua a donarsi. Tuttavia, sotto la sua sorprendente vitalità nasconde una salute da tempo deteriorata. Dal 1900, i dolori reumatici le deformarono le ginocchia, poi le spalle, il collo e la mascella. Nel 1942 ebbe attacchi di sciatica. Per un certo periodo, Céline trascorse notti insonni su una poltrona a sgranare il suo rosario. Prendendo in prestito l'espressione usata dal martire  Ignazio di Antiochia  per descrivere  i suoi feroci guardiani,  parla di « dieci leopardi », varie infermità e prove, che la custodiscono gelosamente. Ne fa il punto :
« Quante debolezze nella vecchiaia! Quale processione di impotenza l'accompagna! Ma quanto deve essere meritorio, visto che il buon Dio lascia che esercitino il loro impero su di noi, lui che prova così tanto dolore nel vederci soffrire!

« Perdo sempre; quando vincerò? »

Nel febbraio 1953, un'influenza maligna fece temere per la sua vita. Un trattamento vigoroso la rimise in piedi. Quasi si risentiva dei medici che accorrevano al suo capezzale :
« Sono in un abisso di miseria, confidò. Ce la farò? Certamente. Quanto è difficile perdere sempre il treno! Niente può andare più lentamente del mio stato attuale. Continuo a chiedere al buon Dio di non permettermi di mancare di fiducia. La mia anima si dibatte nei bassifondi… perdo sempre; quando vincerò? »

Negli ultimi anni non potrà più partecipare all'Ufficio né alle attività ricreative. Il 6 febbraio 1951 ottenne, a causa della vista sempre più debole, di sostituire il breviario con il Padre Nostro. Dopo una lunga agonia, morì il 25 febbraio 1959, all'età di ottantanove anni, essendo stata fedele all'eredità della sorellina fino all'ultimo respiro!

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