La luce brilla di nuovo
Dopo aver risieduto nel Palazzo del Sant'Uffizio sin dalla sua elezione a successore di Pietro, Leone XIV si è trasferito negli appartamenti del Palazzo Apostolico lo scorso 14 marzo. Ci sono voluti diversi mesi di lavori per rimettere in sesto il Palazzo Apostolico, lasciato da Papa Francesco, che aveva preferito vivere nella residenza di Santa Marta durante il suo pontificato.
Dopo tredici anni di non regolare utilizzo, l’edificio presentava evidenti segni di degrado: infiltrazioni d’acqua, presenza di umidità in diversi ambienti, impianti idraulici obsoleti, impianti elettrici da rifare, nonché vari elementi architettonici che richiedevano un urgente risanamento. Non si è trattato quindi di un semplice ripristino, ma di un intervento radicale su un edificio antico rimasto troppo a lungo inutilizzato. Molti hanno visto in questo trasferimento un ritorno alla normalità. La presenza dei papi nel Palazzo Apostolico risale infatti al 1870.
Questo appartamento, composto da una cappella, un vestibolo, una biblioteca, uno studio, una sala da pranzo, una camera da letto e una stanza dalla quale il Papa recita ogni domenica la preghiera dell’Angelus da una finestra affacciata su Piazza San Pietro - è un luogo emblematico della Città del Vaticano. I romani e tutti i pellegrini del mondo intero vedranno nuovamente la luce brillare su Piazza San Pietro, segno della presenza del Santo Padre che veglia sulla Chiesa a lui affidata. Due dei suoi più stretti collaboratori dovrebbero condividere la sua residenza: padre Marco Billeri e padre Edgard Iván Rimaycuna Inga, segretario personale del papa. Anche alcune suore entreranno a far parte della casa pontificia, dove si occuperanno delle faccende domestiche, della gestione del guardaroba e della cucina.
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