In Altum

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La bella testimonianza su Gesù nel Vangelo di Marco

Pubblicato nella sezione (In Altum n° 182)

Gesù rivela ai suoi discepoli di essere il Cristo sofferente

Continuiamo ad esplorare il Vangelo secondo San Marco. Nel numero precedente abbiamo visto gli apostoli riconoscere, dopo molto stupore e incomprensione, che Gesù è il Cristo. San Pietro lo ha infatti proclamato in modo toccante e ammirevole rispondendo alla domanda posta da Gesù ai suoi discepoli: «E voi, chi dite che io sia? ». Questo costituisce il primo grande vertice della rivelazione sull’identità di Gesù nel Vangelo secondo San Marco.Gesù può quindi passare a un’altra fase: quella di far comprendere ai discepoli, e inizialmente solo a loro, che Egli è davvero il Cristo, ma un Cristo sofferente. Ciò è così difficile da concepire che Gesù dovrà spiegarlo per tre volte.

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In quale contesto si inserisce il primo annuncio della sua Passione?
Il primo annuncio avviene subito dopo la confessione di San Pietro che Gesù è il Cristo. Gesù comincia a insegnare che «il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.» (Mc 8, 31). A queste parole, Pietro si ribella, ma Gesù risponde severamente: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».Che contrasto in pochi secondi! San Pietro ha avuto sì un'illuminazione dello Spirito Santo per proclamare Gesù come il Cristo, ma poi si lascia prendere dal pensiero del mondo che vuole bandire ogni sofferenza.

Sei giorni più tardi, gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sono testimoni di un evento meraviglioso: la Trasfigurazione. Quale lezione possono trarre da questo evento?
Quando Gesù viene trasfigurato, si ode la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!» Il Padre parla di Gesù come del suo «Figlio amato»: si tratta di un’allusione a Isacco, così chiamato nel momento in cui suo padre, Abramo, si appresta a immolarlo (Gen 22,2); è l’unico punto dell’Antico Testamento in cui viene impiegata l’espressione «figlio amato»; è quindi un modo per annunciare la Passione. Gesù si rivela qui come un Cristo che deve soffrire. Inoltre, il Padre chiede che si ascolti suo Figlio; ma proprio Pietro non lo aveva ascoltato nel momento in cui Gesù annunciava la sua passione.

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Malgrado la visione di Gesù Trasfigurato e l'invito del Padre ad ascoltarlo, Gesù soffrirà nuovamente per la profonda incomprensione dei discepoli riguardo alla sua missione di Cristo sofferente. Come si manifesta questo?
Al momento del secondo annuncio della Passione, la preoccupazione dei discepoli è quella di sapere chi di loro sia il più grande. Sono quindi completamente lontani da ciò che Gesù vuole dire loro… Gesù parla di sofferenza e loro si preoccupano della grandezza!

Quanto al terzo annuncio della Passione, è più preciso: Gesù dice che sarà consegnato ai pagani, che subirà scherni, sputi, la flagellazione prima di essere ucciso e che, tre giorni dopo, risorgerà. Ma anche qui, questo annuncio è seguito da una profonda incomprensione: i figli di Zebedeo chiedono a Gesù di sedere uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra nella sua gloria. Gli altri dieci si indignano per una tale richiesta, ma è perché anche loro hanno ambizioni umane! Gesù soffre per la loro ottusità. Gesù soffre per la loro ottusità. A quel punto rivelerà loro in modo ancora più approfondito il senso della sua missione: «Non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la mia vita in riscatto per molti» (Mc 10, 45).

Seguire Gesù è dunque impegnativo! Come possiamo allora camminare sulle orme di Cristo? Quali condizioni pone Gesù per seguirlo?
Innanzitutto Gesù ci chiede di avere fiducia in Lui: «Tutto è possibile per chi crede» (Mc 9, 23). Poi, Gesù indica la via per seguirlo: rinunciare a se stessi e prendere la propria croce. In altre parole, è dimenticando noi stessi per Amore di Dio e degli altri che troviamo la vera Vita, la vera gioia: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9, 35).

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