Ammirevole reazione del cardinale Müller alla decisione della FSSPX
In risposta al comunicato stampa della FSSPX, il cardinale Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ricorda gli elementi essenziali della fede e spiega perché la FSSPX non può rivendicare il diritto in coscienza di ordinare illecitamente nuovi vescovi.
Ecco alcuni estratti del suo intervento, invitandovi a leggere il testo completo.
(N.d.T. La traduzione è stata tratta da Il Timone che ha pubblicato l’intero articolo tradotto in italiano.
vedi: https://www.iltimone.org/news/news/201495/la-fraternita-san-pio-x-e-la-sua-unita-con-la-chiesa.html)
"Non vi è dubbio che la Fraternità San Pio X concordi nel contenuto con la fede cattolica (fatta eccezione per il Vaticano II, che essa però interpreta erroneamente come una deviazione dalla Tradizione). E se non riconoscono il Vaticano II in tutto o in parte, si trovano in contraddizione con se stessi, poiché affermano giustamente che il Concilio Vaticano II non ha presentato alcuna nuova dottrina sotto forma di dogma definito da credersi da parte di tutti i cattolici. [...]
Ogni cattolico può criticare il Motu proprio «Traditionis custodes» e la sua attuazione spesso indegna da parte di vescovi intellettualmente inadeguati, così come la loro carente argomentazione teologica e la spregiudicatezza pastorale. Tuttavia, anche il dubbio che la Santa Messa secondo il Messale di Paolo VI [...] contraddica la Tradizione della Chiesa come criterio normativo di interpretazione della Rivelazione [...] è teologicamente aberrante e indegno di un cattolico serio. L'abuso della liturgia che effettivamente si verifica […] non è da imputare al rito del Novus Ordo o tantomeno al Concilio, ma a coloro che si rendono gravemente colpevoli davanti a Dio e alla Chiesa di queste blasfemie e abusi liturgici per ignoranza o per frivolezza. […]
Nessun cattolico ortodosso può addurre motivi di coscienza se si sottrae all'autorità formale del Papa riguardo all'unità visibile della Chiesa sacramentale per stabilire un ordinamento ecclesiale non in piena comunione con lui sotto forma di "Chiesa di emergenza", cosa che corrisponderebbe all'argomentazione protestante del XVI secolo. [...]
L'unica soluzione possibile in coscienza davanti a Dio consiste nel fatto che la Fraternità San Pio X, con i suoi vescovi, sacerdoti e laici, riconosca non solo in teoria, ma anche nella pratica, il nostro Santo Padre Papa Leone XIV come legittimo Papa e si sottometta senza precondizioni alla sua autorità dottrinale e al suo primato di giurisdizione."
Crediti fotografici : © Jolanta Dyr, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

