Ermeneutica della fede nel pensiero e l'opera di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI

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Fra Paul Domini, dopo 4 anni di duro lavoro, ha difeso la sua tesi di teologia biblica a Roma a maggio 2022. Ce ne fa qui una breve presentazione.

Giovedì 19 maggio, presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, ho difeso la mia tesi di dottorato in teologia intitolata "L'ermeneutica della fede nel pensiero e nell'opera di J. Ratzinger Benedetto XVI".

Sono molto grato a Padre Bernard e a Madre Hélène per essere venuti per l'occasione, accompagnati da fra Martin e da fra Léopold-Marie. La presenza di don Valerio, parroco della Parrocchia dell'Immacolata Concezione, di don Samuele suo vicario, dei membri della nostra cordata così come quella di altri amici romani è stato un sostegno molto apprezzato. Vorrei anche ringraziare le tante persone che hanno pregato per questo importante evento.

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La prova consisteva in una breve presentazione del mio lavoro, dopo la quale i tre professori membri della commissione hanno espresso il loro parere (molto favorevole) sul lavoro svolto e hanno posto alcune domande a cui dovevo rispondere. Dopo la deliberazione della commissione, mi è stato chiesto di recitare la professione di fede cattolica, richiesta per qualsiasi incarico di insegnamento nella Chiesa, quindi il mio relatore di tesi ha letto la mia ammissione al grado di dottore in teologia biblica. Secondo la tradizione dell'Università, sono stato poi rivestito con il "paramento accademico", il tempo della foto!

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L'obiettivo del mio lavoro era quello di spiegare il concetto di "ermeneutica della fede", di cui parlava Benedetto XVI in relazione all'interpretazione della Bibbia. Si trattava anche di meglio comprendere il ruolo della fede nell'interpretazione delle Scritture.

Un tema che stava molto a cuore a Benedetto XVI, che durante il suo pontificato ha preferito dare la priorità alla stesura dei tre volumi su Gesù di Nazareth, piuttosto che preparare nuove encicliche. Nella sua esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini ha anche fornito una sintesi molto importante su come interpretare la Bibbia.

Se la legittimità di una lettura della Bibbia secondo la fede appariva a priori ovvia, era tuttavia necessario interrogarsi sul rapporto tra tale lettura e la ricerca di una conoscenza "scientifica" della Bibbia, cioè di un'interpretazione basata sugli strumenti della critica letteraria e storica, utilizzati per qualsiasi altro documento della letteratura antica.

Ho cercato di evidenziare, a partire dal contesto della sua teologia, come Benedetto XVI articoli l'approccio storico-letterario e l'approccio teologico alla Bibbia, con l'obiettivo di individuare le condizioni per un'esegesi integrale della Bibbia, capace di rendere la Parola di Dio accessibile agli uomini del nostro tempo. Non si trattava tanto di discutere questo o quel metodo, quanto di riflettere sulle condizioni in cui l'esegeta della Bibbia è in grado di interpretarla come Parola di Dio, nella continuità della fede. Per non rimanere solo a livello di principi, ho cercato di fornire illustrazioni tratte da Gesù di Nazareth.

La tesi è organizzata in due parti. La prima cerca di spiegare cosa Benedetto XVI intenda per "ermeneutica", questo a partire dalla tradizione teologica in cui si inserisce e alla luce del contesto attuale. Ho anche cercato di mostrare come egli concepisca l'ermeneutica del Concilio Vaticano II e quella del diritto canonico. La seconda parte è dedicata alla spiegazione del concetto di "ermeneutica della fede". Poiché "della fede" può riferirsi al soggetto dell'ermeneutica, ho cercato di mostrare come Benedetto XVI intenda un sano rapporto tra fede e ragione. Poiché "della fede" può esprimere anche una particolare qualità dell'ermeneutica, mi è sembrato importante spiegare l'esigenza e le implicazioni di un'ermeneutica "conforme alla rivelazione", essendo la Bibbia per J. Ratzinger la testimonianza della rivelazione intesa come parola e azione di Dio che si fa conoscere. Poiché la rivelazione avviene nella storia, la comprensione del messaggio biblico richiede, tra l'altro, lo studio critico dei documenti storici pervenuti fino a noi. Benedetto XVI ha più volte affermato l'importanza di utilizzare il "metodo storico-critico", criticando al contempo il modo arbitrario in cui talvolta è stato applicato. Infine, dietro l'espressione "ermeneutica della fede", mi è sembrato interessante approfondire la possibilità di un'ermeneutica secondo la logica della fede, cioè una ricerca del senso dei testi biblici che tenga conto dell'insieme dei dati biblici, cercando di scoprire la dinamica della verità divina che si rivela a poco a poco, per tappe, fino ad arrivare alla pienezza della Rivelazione nella persona di Gesù Cristo, che dà senso a tutte le Scritture.

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Poiché la pubblicazione della tesi è necessaria per il conseguimento del titolo, e poiché la commissione ha ritenuto che possa essere pubblicata nella sua interezza senza grandi modifiche, faremo del nostro meglio per renderla disponibile al più presto.

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