In Altum

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In unitate Fidei

Pubblicato nella sezione (In Altum n° 179)

Lettera apostolica di Leone XIV nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea

Un evento significativo dell'Anno Santo è stata la celebrazione del 17° centenario del Concilio di Nicea (325-2025), che ha costituito l'occasione del primo viaggio apostolico di Leone XIV.

Il Papa ricorda che all'epoca del Concilio di Nicea era in pieno svolgimento la crisi ariana. In cosa consisteva questa crisi?
Nel IV secolo, un presbitero egiziano di nome Ario – da cui il nome arianesimo – insegnava che Gesù era un personaggio straordinario: attraverso di lui tutto era stato creato, era l'unico salvatore, era il giudice universale alla fine del mondo. Tuttavia, Ario riteneva che Gesù non fosse Dio, che non fosse Figlio di Dio uguale al Padre, che ci fosse stato un tempo in cui il Figlio non esisteva! Il pensiero di Ario aveva sedotto molti cristiani, compresa una grande maggioranza dei vescovi!

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Riguardo all'arianesimo, il Papa parla di una delle più grandi crisi del primo millennio. Perché era così grave?
La gravità di questa crisi deriva dal fatto che toccava il cuore della fede cristiana. Infatti, se il Figlio non è Dio, rimane molto inferiore a Dio, non può raggiungerLo e, a maggior ragione, non può condurre gli uomini all'unione con Dio. La fede nella vita eterna, che sarà condivisione della vita stessa di Dio, è distrutta!

Qual è stata la risposta del Concilio di Nicea?
La risposta del Concilio di Nicea si concentra principalmente in due punti:
1) Il Figlio è «generato, non creato», è «consustanziale, homoousios al Padre»
Dire che il Figlio è «generato» indica che non è il Padre, ma aggiungere «non creato» precisa che questa generazione non è una creazione; si tratta di un generare che ha luogo in Dio stesso. Quindi il Figlio è Dio, è un solo Dio con il Padre, è una sola sostanza con il Padre, è «consustanziale» al Padre.

2) Il Figlio «si è incarnato, si è fatto uomo»
Il Figlio, pur essendo Dio, si è fatto uomo; ha assunto completamente la nostra umanità.

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Quale importanza ha per noi la fede proclamata a Nicea?
Tale importanza è duplice:
1) L'uomo può raggiungere Dio.
Poiché in Gesù Dio si è fatto vicino all'uomo, l'uomo può ora avvicinarsi a Dio. Attraverso la nostra unione con Gesù, abbiamo accesso alla vita eterna in Dio.
2) L'uomo esprime il suo amore per Dio amando il prossimo.
Facendosi uomo, Dio si è fatto nostro prossimo. Da allora, tutto ciò che facciamo al nostro prossimo, è al Figlio fatto uomo che lo facciamo. Amare Dio richiede quindi di farsi prossimo di ogni uomo e di amarlo.

Il Papa parla di un «ritorno dell'arianesimo» nella nostra epoca. Cosa intende dire?
Attualmente c'è la tendenza a considerare Gesù come un maestro, un compagno, un fratello e un amico. Ma se ci fermiamo qui, ricadiamo nell'arianesimo. Il Credo di Nicea chiede di più: ci ricorda che Gesù è il nostro Signore e il nostro Dio.Se crediamo veramente che Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo, siamo chiamati a vivere uniti a lui, a vivere in lui e da lui. Possiamo seguire allora un vero cammino di conversione, di santificazione e persino di divinizzazione: «per lui, con lui e in lui», come viene detto nella messa!

Qual è l'importanza del Concilio di Nicea per l'ecumenismo?
Il Credo proclamato a Nicea nel 325, poi completato nel 451 a Costantinopoli, è condiviso dalle Chiese d'Oriente (ortodosse) e d'Occidente (cattoliche). Nel XVI secolo, anche le comunità ecclesiali nate dalla Riforma (protestanti) lo hanno conservato. Il Credo costituisce quindi un potente legame di unità tra tutti i cristiani. Incentrandoci sulla fede in Gesù Figlio di Dio fatto uomo, costituisce un forte appello a tutti i cristiani affinché siano UNO come Gesù vuole, affinché il mondo creda.

Per ottenere l'unità nella fede di tutti i cristiani, il Papa rivolge una lunga preghiera allo Spirito Santo. Qual è il significato di questa preghiera?
Lo Spirito Santo è la terza persona della Santissima Trinità. È il legame di unità che adoriamo con il Padre e il Figlio. Tutti i cristiani devono acquisire una preghiera comune allo Spirito Santo, affinché li riunisca in un'unica fede e in un unico amore.

Crediti fotografici : © José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

 

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