Maggio 2019: la solitudine di Maria, martire a favore della Chiesa

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Viviamo il tempo pasquale del nostro anno san Giovanni-Paolo II, il cuore rivolto verso la Madre della Chiesa, che offre la sua solitudine affinché tutti i discepoli di Gesù siano fedeli

Cari amici, cari giovani amici,

Abbiamo appena vissuto una Settimana Santa “veramente diversa dalle altre”. La Francia e il mondo sono stati “sbalorditi” nel vedere l’incendio della cattedrale Notre-Dame di Parigi, il Lunedì Santo! Non conosciamo ancora le cause di questo incendio, ma dobbiamo interpretare il segno che Dio può volerci dare. Mons. Aupetit, arcivescovo di Parigi, diceva che Notre-Dame di Parigi è l’anima della Francia a motivo della sua storia. È il segno della fede di questo popolo, il quale, anche se lo dimentica come diceva Lacordaire, rimane la “figlia primogenita della Chiesa”. Al di là della ricostruzione delle pietre, diceva inoltre, si tratta di ricostruire la Chiesa intera con la conversione del nostro cuore. “Va, dice il Signore a san Francesco, e ricostruisci la mia Chiesa che cade in rovina”. Gli orribili attentati contro i nostri fratelli cristiani nello Sri-Lanka, nella notte pasquale, hanno rivelato la realtà del combattimento odioso e violento dell’Inferno contro la Chiesa.

Gesù ci dice come agli apostoli all’inizio di questo tempo pasquale: “Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!” (Gv 16, 33). Non dimentichiamoci che facciamo memoria della vittoria definitiva di Gesù risorto sul peccato, sulla morte e sugli angeli ribelli. Satana vorrebbe distruggere la Chiesa di Gesù, però fallirà. Quelli che pregano, soffrono e offrono per affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria devono portare avanti una lotta difficile contro le forze dell’Inferno.

Benedetto XVI è uscito dal suo silenzio, l’11 aprile scorso, non per opporsi a Papa Francesco, bensì per fornire il proprio contributo in vista della riforma della Chiesa, il cui volto è stato deturpato da gravi scandali. Benedetto XVI ha detto che bisognava di nuovo riconoscere Dio come fondamento della nostra vita. In questa prospettiva di ritorno verso Dio, egli ribadisce la necessità di rinnovare la fede nell’Eucaristia, spesso sminuita al rango di “gesto cerimoniale”, ciò che distrugge “la grandezza del mistero” della morte e risurrezione di Cristo. Occorre invece, sottolineava, comprendere di nuovo la grandezza della sua Passione, del suo sacrificio. Dobbiamo fare di tutto – diceva ancora – per proteggere dall’abuso il dono della Santa Eucaristia. Il sacramento dell’Eucaristia deve quindi rimanere l’apice e la fonte della vita e della missione della Chiesa di Gesù.

Vi ringraziamo per le vostre preghiere, per il vostro sostegno e per il vostro affetto di cui abbiamo bisogno per compiere la nostra missione nella fedeltà allo spirito dei nostri Fondatori.

Il 4 maggio prossimo, consacreremo al Cuore Immacolato di Maria, tutti i membri della nostra Famiglia Domini, i Focolari amici e voi tutti, i nostri amici. Affidiamo alle vostre preghiere la cerimonia dell’ordinazione diaconale dei nostri frati Augustin et Benoît.

I-Per iniziare

Preghiera introduttiva

Vieni Santo Spirito… Padre Nostro… Ave Maria… Madonna delle Nevi, prega per noi. San Giuseppe, sant’Atanasio, santi Giacomo e Filippo, sant’Andéolo, santa Rosa, beata Carolina, santa Solangia, beata Imelda, santa Maria Domenica, san Pasquale, beata Blandina, san Bernardino da Siena, sant’Ivo, santa Rita, beata Elena, santa Giovanna Antida, santa Salome, santa Maddalena Sofia, san Filippo Neri, santa Giovanna d’Arco, beata Elia, beata Maria Celina, santi patroni e santi angeli custodi.

Fioretto

Ripetiamo spesso questa preghiera di santa Giacinta: “Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza mia! Cuore Immacolato di Maria, converti i peccatori, salva le anime dall’inferno!” (Memorie di Suor Lucia, Secretariado dos Pastorinhos, Fatima 2007, p. 124.).

Parola di Dio: Lc 2, 41-52

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose loro: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

II-Le rubbriche del taccuino di cordata

1) La prima rubrica: disciplina: l’esattezza con Dio.

Siamo esatti, in questo tempo di grande tempesta, nei nostri appuntamenti quotidiani con Dio (Messa, Rosario, altra preghiera). Saremo fedeli se rimarremo in cordata con la Madonna delle Nevi, la nostra capocordata. Non molliamo la corda della cordata!

2) La seconda rubrica: previsioni: obbedienza in vista di servire meglio.

Nostro Padre e nostra Madre non si sono mai lasciati andare alla tiepidezza. L’obbedienza di cordata va vivificata.

3) La terza rubrica: consegna spirituale: “la solitudine della Vergine Maria”.

Il nostro Fondatore ribadiva, ogni anno, che non bisognava dimenticarsi della Croce durante il tempo pasquale. La Risurrezione è, ovviamente, il fondamento della Fede cristiana. In questo tempo pasquale, irradiamo la gioia spirituale, meditando il mistero della Risurrezione di Gesù. Non viviamo tuttavia superficialmente questo tempo della grande tempesta. La Vergine Maria, il cui Cuore Immacolato era stato trafitto dalla spada di dolore, il Venerdì Santo, non poteva non soffrire nel giorno della Risurrezione a causa di questa “ferita d’amore” come diceva San Bernardo.

Gesù ha rivelato nel 1918 ad una autentica mistica messicana, Conchita, madre di una famiglia che contava 8 figli, e fondatrice dopo la morte del suo sposo dei missionari dello Spirito Santo, il martirio del cuore della Vergine Maria dopo l’Ascensione di Gesù (cfr. http://leraton-laveuretl-aigle.blogspirit.com/archive/2006/12/index.html).

Gesù ha detto: “Per questi ultimi tempi, destinati al regno dello Spirito Santo e al trionfo finale della Chiesa, era riservato il culto del martirio della solitudine di Maria sua sposa amatissima. Durante questo martirio, solo la potenza e la forza di questo Spirito di Dio hanno potuto mantenerla in vita. Maria, infatti, ha vissuto per cosi dire, miracolosamente e unicamente in vista di meritare le grazie necessarie per la sua maternità a favore dell’umanità. Ha vissuto per dare testimonianza della mia umanità, come lo Spirito Santo testimoniava della mia Divinità. Ha vissuto per essere in qualche modo lo strumento visibile dello Spirito Santo nella Chiesa nascente, mentre lo Spirito Santo agiva al livello Divino e tutto spirituale. Ha vissuto per fornire il suo primo nutrimento a questa unica e vera Chiesa, e per meritare nel cielo i titoli di Consolatrice, Sostegno, Rifugio dei propri figli.

Questa tappa della vita di Maria, che costituiva per il suo Cuore una fonte di amarezza, quintessenza del martirio, purificazione del suo amore e insieme sorgente inesauribile di grazie e di misericordia per il mondo, è rimasta ignorata.

Ai piedi della Croce, nacquero tutti i suoi figli. La mia morte ha comunicato loro la vita nel cuore di mia Madre; tuttavia, prima di morire Lei doveva manifestare questa maternità sulla terra, acquistando, con le sofferenze della mia assenza, un’infinità di grazie presenti e future per i suoi figli. Il suo titolo di Madre dell’Umanità, Maria lo ha conquistato col martirio della sua solitudine dopo la mia morte. Il mondo ne è forse consapevole? … Maria ha acquistato delle grazie per tutti e per ciascuno degli uomini”.

“Così come le virtù di Maria sono rimaste nascoste a causa della sua umiltà, per esempio in occasione della Purificazione, perché lei stessa non le esteriorizza, le sue sofferenze sono rimaste velate. Né lamento, ne recriminazioni: le accettava tutte, accogliendole tutte senza perderne nemmeno una, amandole, adorando in esse la volontà di Dio la quale era la sua vita. Questa adesione alla mia volontà adorabile che praticava dopo la mia Ascensione, fu particolarmente intima, nel corso della sua vita di sofferenze senza nome, durante il martirio della mia assenza e in mezzo alle crocifissioni della sua solitudine. Adesione, semplificazione, unificazione molto elevata e strettissima delle nostre volontà, dei miei voleri nei suoi martiri, sottomissione e perfetta conformità ai miei desideri e ai miei disegni d’immolarla, così fu la forma della vita di Maria. Tale fu la sua adesione sublime, santissima e divina che la manteneva assorbita nella mia volontà la quale la conduceva nelle vie dell’umiliazione, della sofferenza, dello strazio del cuore nell’amore stesso. Non si può apprezzare in Maria il suo titolo di Regina dei Martiri, perché l’uomo rimane lontanissimo del comprendere il suo amore”.

“Avevi considerato a lungo la prima solitudine di Maria, cioè quella esteriore, ma non avevi pensato a quella interiore, la più crudele ed amara, quella che strazia e nella quale lo Spirito prova una agonia a causa dell’abbandono. Il martirio di Maria dopo la mia Ascensione non fu causato unicamente dalla mia assenza materiale: “lei ha sofferto nei terribili crogioli di un abbandono simile a quello che ho provato Io stesso sulla croce; e mio Padre l’ha unita al mio, il quale acquistò tantissime grazie. In quanto corredentrice, Maria provò nella sua anima tutta pura, l’eco di tutte le mie agonie, umiliazioni, oltraggi e supplizi, il peso dei peccati del mondo che hanno fatto sanguinare il mio cuore, e il vibrante dolore dell’abbandono del cielo che ottiene delle grazie. È ovvio che Maria non ha dovuto purificare nulla in sé stessa ma nell’umanità, cioè nei suoi figli, conquistando con questo dolore una nuova corona di Madre-Martire. Così soffrì per i suoi figli, così dava loro la vita soprannaturale della grazia, così acquistava per loro il cielo” (22 giugno 1918).

“Il Cuore di Maria acquistò queste grazie col martirio di una solitudine sconvolta, non per il fatto degli uomini (aveva San Giovanni e gli Apostoli e molte anime le quali l’amavano con fervore), non per il fatto della mia assenza materiale (si consolava con l’eucaristia a causa della sua fede così viva e perfetta), ma con l’abbandono spirituale, l’abbandono divino della Trinità che si nascondeva ad essa… Maria ha sofferto più di tutte le anime sconvolte, perché ha sofferto un riflesso del mio proprio abbandono sulla Croce, quello che non si può valutare e che non ha termini per essere espresso.

Quest’abbandono di Maria, questo vivo e palpitante martirio della sua solitudine, il martirio affliggente del divino abbandono, che lei ha sofferto con una forza eroica, con amorosa rassegnazione e sublime abbandono alla mia volontà, non è onorato. È un grande onore per le anime quando il Padre le chiama in vista di associarle alla redenzione; alla co-redenzione nell’unirsi a me e a Maria; all’apostolato della Croce, cioè a quello della sofferenza innocente, dolore pieno di amore e puro, dolore espiatorio e salvatore a favore del mondo colpevole” (23 giugno 1918). Possano queste parole di Gesù, che non fanno parte della grande Rivelazione pubblica, sottolineiamolo, ma di rivelazioni private a una mistica il cui carisma è stato riconosciuto dalla Chiesa, aiutarci a vivere bene questo mese di Maria in una fiducia più grande nella nostra Madre, che ci ha amati soffrendo un tale martirio del Cuore che nessuno potrà soffrire con la stessa intensità.

4) La quarta rubrica: formazione

La Risurrezione di Gesù (CCC 638-658).

5) La quinta rubrica: azione missionaria:

Servire l’unità della Chiesa nella fedeltà: v’invitiamo ad approfondire il testo di Benedetto XVI, reso pubblico l’11 aprile scorso. Il Papa emerito ha voluto ribadire l’importanza della Fede, dei sacramenti e della morale. La Chiesa, fondata da Gesù, dev’essere fedele allo spirito del Suo Fondatore: lei è come il sacramento dell’unione degli uomini con Dio e dell’unità del genere umano. Amiamo la Chiesa, facciamola amare. Preghiamo per Papa Francesco, i cardinali, i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i fedeli laici e i consacrati. Possa la preghiera di Gesù: “tutti siano una sola cosa perché il mondo creda” (Gv 17) essere incise per sempre nei nostri cuori!

6) Condivisione: rendiamo grazie per il bel Triduo che abbiamo appena vissuto. Saremo felici di accogliere alcuni di voi per l’ordinazione diaconale dei nostri frati Augustin e Benoît, questa domenica 5 maggio. Preghiamo e facciamo pregare per le vocazioni, il 12 maggio, domenica delle vocazioni. La Chiesa ha un urgente bisogno di nuove vocazioni.
In unione con Madre Magdeleine e i nostri frati e suore, vi assicuro delle nostre preghiere e del nostro affetto e affido alle vostre preghiere tutte le nostre intenzioni. Viviamo questo mese di Maria nella fedeltà alla preghiera quotidiana del Rosario, da solo o in famiglia, con la parrocchia, in comunità, e decidiamoci per la santità, al fine di affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Collaboriamo al rinnovo della Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica.

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