Pellegrinaggio in Francia: gli italiani raccontano

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27 italiani sono andati in Francia per un pellegrinaggio che li ha portato da Roma fino a Saint Pierre de Colombier, passando, per alcuni di loro, per Lourdes, Pibrac et Cotignac.
Ecco il racconto di Danila.

Vorrei raccontare questo pellegrinaggio per brevi episodi, si potrebbe scrivere un romanzo ma non direbbe comunque tutto.

Appena sbarcati a Lourdes ci ha accolto un caldo sole, ed è stato l'unico, poi ci hanno sempre accompagnato la pioggia ed il vento, che a Saint Pierre sono diventati bufera.

Ma andiamo con ordine, a Lourdes la grotta delle apparizioni, quella che conosciamo tutti per averla vista tante volte in tv, i pellegrini da tutti il mondo in una babele di lingue e confusione a cui noi romani siamo così abituati. Ma anche dei momenti di profonda intimità con l'Immacolata che siamo venuti a visitare: davanti alla grotta, in silenziosa contemplazione. Nel momento del bagno alle piscine, quando spogliati di tutto, e non solo dei vestiti, si entra nell'acqua fredda in un atto di umiltà ed obbedienza, come per prima fece Bernadette, per uscirne purificati. La salita della Via Crucis, condividendo, almeno per un breve tempo, la faticosa ascesa di Gesù sotto il peso della Croce e la presenza di Maria sempre vicina a suo figlio e poi donata a noi attraverso il discepolo amato, ma superata la cima del Calvario ecco la XV stazione con la pietra rotolata via dal sepolcro.

Partiti da Lourdes sosta a Pibrac, dove abbiamo conosciuto S. Germana, di cui vi invito a leggere la storia. Bernadette era una povera e umile ragazza, questa pastorella, privata fin dall'infanzia degli affetti e della salute, dal punto di vista umano ebbe solo le pecore.

E finalmente dopo un lungo viaggio nella bufera, con il giusto ritardo che abbiamo avuto in un modo o nell'altro per tutto il pellegrinaggio, sabato sera siamo arrivati a Saint Pierre de Colombier. Tanto brutto era il tempo atmosferico, quanto calorosa è stata l'accoglienza che ci è stata riservata da parte di tutta la comunità di frati e suore.

La sera in chiesa davanti all'esposizione del Santissimo mi sono risuonate distintamente le parole di Pietro sul monte della Trasfigurazione ”È bello per noi stare qui”. Niente sofisticati concetti teologici, ma la semplice, e proprio per quello piena, gioia e pace del cuore del bambino che resta con la bocca aperta per la meraviglia e dice: bello.

Domenica la messa di ordinazione di Fr. Thomas, l'espressione della gioia e dell'amore di una Famiglia Missionaria che sintetizzo nei gesti dei suoi confratelli: oltre al vescovo, 17 sacerdoti hanno imposto le mani sul suo capo, e lo hanno abbracciato, con affettuose “capocciate” appena ordinato. Sorvolo sugli inconvenienti quali la mancanza di corrente che ci ha fatto pregare i Vespri a lume di candela e tutti gli altri piccoli contrattempi.

Qualche parola per descrivere la liturgia a Saint Pierre: una solennità dell'insieme e di ogni piccola azione, una cura, una compostezza e una direi delicatezza di ogni gesto, che non è un vuoto manierismo, ma la manifestazione del sacro in tutta la sua pienezza. Un altare strapieno di persone: sacerdoti, diaconi, frati, chierichetti vari compresi molti bambini, tutti ordinati e silenziosi. L'attenzione di ognuno al gesto dell'altro, comen in un coro in cui ognuno ascolta ed è attento all'altro, nessun individualismo e protagonismo, la perfetta sincronia di movimenti. Un'assemblea in cui tutti pregano e cantano all'unisono, i tanti bambini, silenziosi e attenti, anche quelli molto piccoli.
La sera il saluto di Padre Bernard e Madre Madeleine, molto contenti della nostra presenza e del legame che si è instaurato nel tempo con i frati del focolare di Roma.

L'ultima mattina non piove più, e finalmente, quando è ancora buio, possiamo andare a fare una rapida visita alla Madonna delle Nevi, “torneremo con più calma, se Dio vuole” penso sia il desiderio di tutti. In chiesa per la Prima Messa di Fr. Thomas e poi dopo lo scambio di saluti e ringraziamenti si parte.

Piove per tutto il viaggio, ma c'è ancora un grande regalo che a nostra insaputa ci attende. Al santuario della Madonna delle Grazie a Cotignac, in occasione dei 500 anni dalla sua fondazione a seguito dell'apparizione della Madonna con il Bambino (1519-2019) è stato indetto un giubileo e c'è una Porta Santa che attraversiamo. In questo pellegrinaggio siamo stati lavati a Lourdes nel corpo e qui nello spirito.

Ora bisogna solo raggiungere l'aeroporto di Nizza per tornare a casa.

Questo pellegrinaggio ci ha dato tanto, in termini umani: accoglienza, affetto, amicizia e molto di più in termini spirituali. Un'esperienza forte che penso sicuramente resterà nel profondo del cuore di ognuno, non come un'emozione bella si, ma passeggera, ma come un fuoco che pur passando la vivacità della fiamma, resterà come una brace, piccola, ma sempre e comunque accesa. Ed è così che vorrei sintetizzare con una immagine la Famiglia Missionaria di Notre Dame, come quel lumino acceso vicino al tabernacolo, è piccolo, ma è sempre acceso per ricordarci che lì c'è Lui che per un immenso amore ci ha salvato, ed è proprio perché attorno c'è tanto buio che il lumino è più prezioso.

Una parola per ricordare quelli che sarebbero voluti venire, ma che per motivi diversi hanno dovuto rinunciare, non me ne vogliano gli altri, ma penso soprattutto a P. ed E., con cui ho condiviso il precedente pellegrinaggio e per la cui figlia C. vi invito a pregare. E infine un sentito ringraziamento ai frati del focolare di Roma, che con infinita pazienza hanno organizzato questo pellegrinaggio e ci hanno sopportato e supportato per tutto il viaggio.

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